La Fondazione

La Fondazione Vincenzo Pansadoro, fondata nel 1987 per onorare la memoria del Prof. Vincenzo Pansadoro, Primario Urologo degli Ospedali Riuniti di Roma, si dedica da circa 30 anni alla ricerca clinica in campo Uro-Oncologico.

La Fondazione è riconosciuta a livello internazionale per la sua opera di ricerca all’avanguardia e per la sua opera di educazione e formazione dei giovani urologi che si realizza attraverso l’organizzazione di Corsi e Congressi Internazionali, circa 25 fino ad oggi, e la pubblicazione di numerosi contributi originali ogni anno.

La Videoteca della Fondazione, contenente numerosi video sia degli ospiti internazionali sia dei chirurghi che in essa operano, è apprezzata a livello internazionale tanto che alcuni video sono stati richiesti, per essere inclusi permanentemente, nelle Videoteche delle Società Internazionali, come la American Urological Association.

Il braccio operativo della Fondazione sono il Centro di Urologia Laparoscopica, diretto dal Prof. Vito Pansadoro e la Divisione di Oncologia Medica, diretta dalla Dott.ss Cora Sternberg.

La Fondazione Pansadoro si avvale dei più moderni ritrovati della tecnologia medica tra i quali vanta in particolare il sistema robotico Da Vinci, un’eccezionale strumento che ha rivoluzionato il settore della chirurgia e che consente di operare con elevata precisione, migliori risultati e soprattuto senza dover operare il paziente a cielo aperto.

Presso la Fondazione Vincenzo Pansadoro opera uno staff di Urologi ed Oncologi coadiuvati da una serie di specialisti di altissimo livello nel campo della Diagnostica per Immagini, dell’Anatomia Patologica, della Urodinamica, della Medicina Interna, della Cardiologia e della Patologia Clinica.

L’attività scientifica della Fondazione negli ultimi venti anni si è concretizzata nella pubblicazione di numerosi lavori scientifici su riviste internazionali.

Discorso di apertura del Prof. Vito Pansadoro, Presidente  della Società Italiana di Urologia (SIU), in occasione del Congresso Annuale 2011.

Challenges in Laparoscopy & Robotics 2018 Lipsia

La chirurgia laparoscopica e robotica


L’intervento di prostatectomia radicale robotica è uno degli interventi più complessi che ci sia in urologia. La medicina moderna oggi consente di diagnosticare l’Antigene Prostatico Specifico (PSA) sempre più precocemente. Grazie alla diagnosi precoce oggi la grande maggioranza dei pazienti giunge al chirurgo in una fase in cui l’intervento chirurgico può essere risolutore e può portare alla guarigione definitiva del paziente.

La chirurgia robotica consente oggi di gestire la complessità dell’intervento in maniera più sicura e con risultati nettamente superiori.

I problemi tipici di questo intervento chirurgico sono due: la potenza sessuale e la continenza urinaria. Soprattutto la preservazione della continenza urinaria è essenziale per conservare una buona qualità della vita ad ogni età.

Affinchè la potenza sessuale venga conservata è necessario che l’intervento si svolgera senza ledere i fasci neuro-vascolari dei cosiddetti nervi erigentes, distanti solo 1.2 millimetri dalla prostata. Grazie alla sua visione tridimensionale e al sistema di demoltiplicazione dei movimenti del chirurgo, il robot Da Vinci è in grado oggi di operare preservando la potenza sessuale.

Le operazioni per mezzo della robotica stanno aprendo una nuova era della chirugia che sta superando la chirurgia tradizionale a cielo aperto. Oggi, un paziente operato per mezzo della robotica è in grado di tornare a casa senza catetere anche al terzo o quarto giorno dall’operazione.


 

La Parola all'Esperto

Urologi On Line

Il Presidente


“Dal 1987 la Fondazione Vincenzo Pansadoro offre un contributo innovativo alla ricerca scientifica e alla pratica medica, promuovendo le tecniche e le applicazioni di un settore in continua evoluzione: la chirurgia laparoscopica.
L’attivita’ quotidiana della Fondazione, le iniziative specifiche e gli eventi congressuali, anno dopo anno si pongono l’obiettivo primario di migliorare i percorsi formativi e lo sviluppo professionale, nella convinzione che una concreta prospettiva di crescita per i giovani chirurghi e ricercatori costituisca una risorsa certa per il futuro, anzitutto nell’interesse dei pazienti, che sempre di piu’ aspirano a percorsi di cura sostenibili, non estranei a un livello elevato di qualita’ della vita.
In Italia la chirurgia laparoscopica si e’ affermata con qualche difficolta’ iniziale. Solo a partire dal 2000 le tendenze positive di un progressivo ampliamento si sono consolidate, fino a comprendere il trattamento dei tumori (prostata, rene, cistectomia, vescica, ecc.), sia nella fase demolitiva sia nella fase ricostruttiva.

In questa prospettiva le tecniche chirurgiche si sono sempre più evolute in senso mini-invasivo: ormai il 90% degli interventi viene eseguito in via transuretrale, percutanea o laparoscopica. Quest’ultima ha il suo punto di forza nella possibilita’ di offrire al chirurgo una visuale ingrandita fino a 10-15 volte dei dettagli anatomici, che riduce notevolmente l’impatto traumatico dell’intervento.

Pertanto, dopo circa quindici anni di attività si può affermare che le tecniche introdotte dalla Fondazione, un autentico “pioniere” della nuova frontiera, si sono capillarmente diffuse nei maggiori centri di chirurgia urologica.
Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno, alla professionalità, all’entusiasmo, e naturalmente grazie al continuo scambio di esperienze e stimoli con Istituzioni e Associazioni sparse in tutto il mondo: dalla Clinica Urologica dell’Università di Mainz alla Charitè di Berlino, dal Memorial Hospital di New York alla Lahey Clinic di Boston, dalla Clinique Saint Augustin di Bordeaux alla Cleveland Clinic di Cleveland, per citare solo alcuni degli interlocutori principali.
Oggi i centri italiani in cui le tecniche laparoscopiche seguono procedure consolidate sono ben sette, e crescono sempre piu’numerosi i centri ospedalieri e universitari che avvicinano il nuovo orientamento della chirurgia, consapevoli di entrare nella chirurgia del futuro.

La quotidiana attività di ricerca della Fondazione, nell’intento di offrire ai pazienti le tecniche più aggiornate e ai medici una formazione sempre piu’ qualificata, l’hanno resa un punto di riferimento per lo sviluppo di progetti formativi a livello internazionale. Borse di studio, corsi di specializzazione, produzione di video didattici, interscambio tra centri di eccellenza, pubblicazione di volumi e articoli sulle maggiori riviste scientifiche, rappresentano una naturale evoluzione degli avanzamenti tecnico-scientifici.

“Ricerca” e “futuro” della medicina sono sempre piu’ sinonimi l’uno dell’altra. Per la Fondazione Vincenzo Pansadoro questo binomio, oltre che una convinzione praticata nei fatti, e’ un indirizzo programmatico originario, che accomuna medico e paziente in una prospettiva di miglioramento reciproco.”

 

Prof. Vito Pansadoro,
Presidente della Fondazione Vincenzo Pansadoro


Il professor Vito Pansadoro è stato per venti anni primario di chirurgia urologica nei maggiori ospedali italiani. E’ Consultant del gruppo Genito-Urinario EORTC (European Organization Research and Treatment of Cancer). E’ membro delle maggiori Società medico- scientifiche nazionali e internazionali.

La Dott.ssa Cora Sternberg


L’Oncologia Medica è diretta dalla Dott.ssa Cora Sternberg. Scopo del suo lavoro è il miglioramento della vita dei pazienti.
L’impostazione nel trattamento delle malattie oncologiche e dei problemi ad esse correlati, si realizza attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie in collegamento con i migliori centri internazionali.

La dott.ssa Cora Sternberg è un esperto riconosciuto nel campo delle malattie Genito-urinarie e dei tumori solidi. Ha pubblicato estesamente in questo campo ed ha realizzato contributi di estrema importanza che già da tempo hanno cambiato la vita di molti pazienti oncologici.

I progressi nel campo della ricerca oncologica possono essere ottenuti solo attraverso la collaborazione internazionale. Grazie al loro lavoro i protocolli di terapia, sviluppati presso la Fondazione Vincenzo Pansadoro, sono seguiti ed applicati estesamente a livello internazionale.

Fondazione Samuel & Barbara Sternberg


 

La Dott.ssa Cora Sternberg, direttrice della Divisione di Oncologica Medica della Fondazione

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