Il Sistema Robotico Da Vinci – Dalla Laparoscopia urologica alla Chirurgia robotica.

da | Lug 5, 2017 | News |

In passato i pazienti portatori di una neoplasia prostatica, dovendo affrontare un intervento chirurgico, non avevanomolta scelta riguardo al tipo di procedimento da adottare. Fino al 1997 l’intervento era eseguito a cielo aperto, sia per via retropubica (PRR) che per via perineale (PRP). In seguito a questi interventi i pazienti avevano spesso una lunga degenza con dolori post-operatori non indifferenti dovuti essenzialmente all’incisione chirurgica e che richiedevano terapie antidolorifiche importanti. Le perdite di sangue durante l’intervento erano sempre relativamente abbondanti e la convalescenza durava svariate settimane. Nel Novembre 1997 Richard Gaston a Bordeaux eseguiva la prima Prostatectomia Radicale Laparoscopica in Europa ed una nuova era della chirurgia urologica si apriva. La Laparoscopia urologica si affermava e si diffondeva in tutta Europa. I vantaggi di questa nuova tecnica erano evidenti ma le difficoltà di esecuzione limitavano questo approccio innovativo ad un numero relativamente ristretto di centri. Questa situazione era ancora più evidente in particolare negli Stati Uniti dove, per una serie di ragioni, la Laparoscopia non si diffondeva con la stessa rapidità. Nel 1999 la “Intuitive Surgical” metteva a punto il suo primo robot chirurgico a cui, ricordando il grande Leonardo, fu dato il nome di Robot “da Vinci”. Grazie a questa nuova tecnologia, a partire dall’anno 2000, la chirurgia prostatica faceva ancora un grande balzo in avanti. Infatti i primi interventi di Prostatectomia Radicale Robotica venivano eseguiti, quasi in contemporanea, sulle due sponde dell’Atlantico, a Francoforte ed a Richmond in Virginia. Il sistema consiste in una serie di bracci, tre oppure quattro, che montano gli strumenti chirurgici (pinze, forbici, aspiratori, divaricatori) ed in una consolle dove il chirurgo, utilizzando un sistema ottico a 3 dimensioni, li può controllare e comandare a distanza. I vantaggi del Robot consistono essenzialmente in una visione nettamente superiore (3D) e nella possibilità di utilizzare degli strumenti, dedicati in particolare all’intervento di Prostatectomia Radicale, che hanno la possibilità di essere mossi in ben 7 direzioni (endowrist), cosa non possibile con la Laparoscopia tradizionale. Inoltre, il movimento delle mani del chirurgo viene anche demoltiplicato da 1 a 6 consentendo una finezza di movimenti altrimenti non raggiungibile.

Challenges in Laparoscopy & Robotics 2018 Lipsia

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